Un reality show "sostenibile" (Laura Aletti, PeaceReporter 28/04/2010)

Tre settimane in Burkina Faso all'insegna del turismo sostenibile diventano un reality show, per parlare di come viaggiare e perchè.

Un reality show per parlare di turismo responsabile in Burkina Faso. "Sambiiga - altro fratello" non è solo un viaggio, ma un progetto di comunicazione integrata con lo scopo di sensibilizzare e far conoscere la realtà africana del Burkina Faso, spingendo ad una riflessione sul senso del turismo in quanto viaggio responsabile di ampliamento del sapere. Il progetto è stato promosso da T-ERRE (Turismo Responsabile) in collaborazione con Mani Tese e si è appoggiato alle realtà del commercio equo e solidale come Commercio Alternativo, il Cem Mondialità, la Fondazione Culturale Responsabilità Etica e Chiama l'Africa.

Il termine "sambiiga", da cui questo curioso progetto prende il nome, è un'espressione della lingua moorè, parlata in Burkina Faso e significa "il figlio di mio padre", quindi fratello. In realtà però il termine non si riferisce ai fratelli di sangue, ma piuttosto alla fraternità universale. Sotto questa accezione il termine descrive a pennello l'essenza di questa iniziativa italiana.

Il nucleo del progetto è rappresentato da un viaggio durato tre settimane in Burkina Faso. A compierlo 15 persone di età e estrazione sociale diversa che si sono recate nel paese africano tra il 24 dicembre e il 12 gennaio 2010. Questi insoliti turisti hanno attraversato il Burkina Faso con lo scopo non solo di scoprire una nuova realtà, ma anche per "uscire dalle proprie abitudini e dai propri pregiudizi".

Un viaggio all'insegna del turismo responsabile che continua nel tempo grazie ad un divertente utilizzo delle tecnologie moderne. Le tre settimane passate nel paese africano sono state infatti l'oggetto di un vero e proprio reality show, con tanto di confessionari. Questa volta però non si assiste a litigi, pianti o persone intente a fare niente. Si tratta di un documentario giorno per giorno, le cui "puntate" vengono pubblicate sul sito del progetto (www.altrofratello.it) in questi giorni, per parlare del divario economico tra "i bianchi" e gli abitanti locali, ma anche per riflettere su come viaggiare e perché.

Le tappe effettuate durante il viaggio sono infatti servite a portare alla luce alcune tematiche chiave che non trovano spazio nei mass-media, come l'acqua, la siccità, i cambiamenti climatici, il lavoro minorile o la questione dei nomadi del Sahel. La visita ai progetti di sviluppo di Mani Tese è stata lo spunto per incontrare la popolazione dei villaggi che li gestisce e comprendere le modalità di intervento che hanno come fine quello di condurre all'autonomia. La visita agli scavi archeologici di Oursì Hu-Beero, fra i più importanti di tutta l'Africa, è stata l'occasione per avvicinarsi ai temi dello schiavismo e della colonizzazione, senza dimenticare la storia. L'incontro con i produttori di cotone ha permesso una riflessione sull'ambiente e sulla globalizzazione.

Il progetto del reality è stato affiancano da un utilizzo del web interattivo 2.0, per integrare con immagini, blog e commenti l'iniziativa. Inoltre, durante la permanenza nel paese africano, i turisti hanno realizzato alcuni collegamenti radio con Afriradio, Radio2Rai e Lifegate. Insomma un percorso, non solo fisico, che ha portato i 15 turisti italiani, e chi li ha seguiti, attraverso le terre del Burkina Faso per conoscere le sue popolazioni, incontrarle e confrontarsi con esse.