Sette settimane per l'acqua, non solo benedetta (MISNA, 16/02/2010)

"Holy water", acqua santa, benedetta, è il tema scelto per l'edizione 2010 dell'iniziativa "Sette settimane per l'acqua"; promossa per il terzo anno consecutivo dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) tramite la rete 'Ecumenical water network' (Ewn), la campagna - cominciata ieri per tutta la durata della Quaresima - offre una serie di spunti a disposizione delle comunità cristiane che, scrive il quotidiano della Santa Sede "L'Osservatore Romano" , invitano "a riflettere e ad agire per promuovere la giustizia nell'accesso e nella distribuzione delle preziose risorse idriche". Secondo stime correnti più di 900 milioni di persone nel mondo non hanno accesso a quantità d'acqua pulita sufficienti per una vita al di sopra della linea di sopravvivenza. Una situazione che, secondo l'Ewn, spesso non è dovuta semplicemente alla scarsità d'acqua o di risorse finanziarie: "In molti casi - dice una nota - vengono completamente disattese o non si dà priorità alle necessità e ai diritti di comunità periferiche". Una questione molto complessa che, per chi l'affronta, nasconde diversi gradi di responsabilità: "Crescente e insostenibile uso dell'acqua a scopi agricoli e industriali, deforestazione e degrado ambientale con gravi danni al ciclo dell'acqua, iper-consumo e sprechi, inquinamento e crescita della popolazione". Sono queste, scrive l'organismo del Consiglio ecumenico delle Chiese, alcune delle principali cause che determinano la carenza di acqua. Una crisi - è la conclusione - aggravata dalla crescente tendenza ad affidare a soggetti privati lo sfruttamento e la gestione delle risorse idriche: "Sempre più, l'acqua è trattata come un normale bene commerciabile soggetto alle condizioni di mercato. Così, accade sempre più spesso che lì dove sono stati avviati progetti di privatizzazione, ai poveri venga precluso l'accesso all'acqua".